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La Pro Loco Tor Fiscale OdV valorizza il territorio organizzando iniziative culturali e sociali, coinvolgendo la comunità e promuovendo l'accoglienza.
Mail: info@prolocotorfiscale.it
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© 2024 Pro Loco Tor Fiscale - Valorizzazione del territorio con iniziative culturali e sociali
La Pro Loco Tor Fiscale promuove iniziative culturali e sociali per valorizzare il territorio
Il progetto “La memoria della comunità”
5. Perché usare la compostiera
La nostra compostiera consente:
· di tenere in ordine il giardino soprattutto in presenza di animali domestici;
· di creare occasioni di socializzazione e scambio di esperienze;
· di creare reddito per la cooperativa di falegnami che la costruisce;
· di trasmettere ai giovani le conoscenze relative ad una buona pratica per rispettare l’ambiente.
· una forca per mescolare il compost;
· un setaccio con maglie di 1-2 cm.
Per ottenere un compost di buona qualità, sono indispensabili i seguenti ingredienti:
- SCARTI ORGANICI: la ricetta ideale prevede che si inserisca nella compostiera un mix costituito almeno per il 50% di scarto di cucina, erba e foglie, ricco di azoto e il 50% di scarto vegetale legnoso, ricco di carbonio (ramaglie, potatura di siepe, arbusti o alberi da frutto). Lo scarto vegetale legnoso deve essere spezzettato, tagliato o triturato per far in modo che si mescoli bene con gli altri scarti e per rendere la miscela porosa il giusto, affinché sia presente l’ossigeno (indispensabile ai microrganismi che produrranno il compost).
Riconoscere gli scarti ricchi di carbonio è molto facile: sono secchi e marroni (legno), mentre quelli ricchi di azoto sono in prevalenza umidi e verdi (scarti di cucina e erba).
Mescolando bene tutti gli ingredienti, permettendo all’aria di circolare dentro la compostiera e assicurando la giusta umidità, si assisterà, in ordine di tempo, ai seguenti fenomeni:
1. sviluppo, sulla superficie dei materiali, di colonie di muffe e funghi;
2. riscaldamento progressivo della massa del compost, fino a raggiungere 40-50°C al suo interno;
3. disgregazione dei materiali, con una riduzione del volume iniziale (oltre il 50%);
4. progressiva perdita dei colori originali e generale imbrunimento di tutti i componenti;
5. raffreddamento e stabilizzazione del compost che si è formato.
Alcuni consigli per ottenere del buon compost:
- la triturazione dello scarto legnoso è consigliabile, ma non indispensabile;
- non compostate scarti di carne e di latticini e lettiere usate d’animali domestici; così eviterete di attirare insetti, animali randagi e roditori. Se gli scarti vegetali legnosi sono scarsi, aggiungete tovaglioli, fazzoletti di carta, meglio se appallottolati;
- aggiungete se possibile una “spolverata” di compost o di terra sopra gli scarti nella compostiera;
- usate un innaffiatoio per inumidire leggermente il materiale dentro la compostiera;
- ogni due-tre giorni rimescolate il materiale in fase di compostaggio con una forca o con attrezzi simili alle fiocine dotate di alette mobili;
- per evitare il proliferare di insetti e di mosche in particolare, coprite tutte le volte gli scarti con uno strato di terra e/o di compost fresco e chiudete subito la compostiera con il suo coperchio.
10. Come si usa il compost
Estraete il compost dalla compostiera o dall’apposita apertura posta sul fondo oppure aprendo completamente la compostiera. In quest’ultimo caso dovrete prelevare la parte superiore del cumulo, non matura e metterla da parte perché servirà da base per un nuovo ciclo. Sul fondo si trova, invece, il compost più maturo da sottoporre eventualmente alla vagliatura per eliminare la parte grossolana che va rimessa dentro la compostiera. Prima di procedere alla vagliatura del compost fresco, verificate che il grado di umidità del compost sia quello giusto per avere un materiale soffice e friabile, facilmente setacciabile.
Un’eccessiva umidità renderà il compost troppo compatto facendolo aderire alle superfici e, di fatto, non setacciabile. In questo caso, si può far asciugare il compost, esponendolo liberamente all’aria, fino al raggiungimento della giusta consistenza. Il setaccio può essere auto costruito con quattro assi di legno cui fissare una rete di plastica o metallo a maglie di circa un centimetro. Si può riciclare a uso setaccio cestelli di plastica per tenere le mollette del bucato o cestelli per centrifughe a mano per asciugare l’insalata o vecchie reti di materassi.
Distribuire il compost sulla superficie del terreno in dosi di circa 3-4 kg/mq e interrare con una leggera lavorazione (vangatura o fresatura).
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Le nostre principali iniziative:
Telefono 379 10 36 524
torfiscaleproloco@gmail.com

Lo Acquedotto Felice
A metà del XVI secolo, l’unico acquedotto rimasto in funzione a Roma, era l’acquedotto Vergine, cosicché gli abitanti di Trastevere e di molti altri rioni non serviti da quella struttura, erano costretti ad acquistare l’acqua dagli “acquaroli” o, non di rado, a bere l’acqua del Tevere, non sempre relativamente depurata dentro le cisterne.
Così dopo soli 10 giorni dalla sua proclamazione come Papa, il 5 maggio 1585, Sisto V (al secolo, Felice Pieretti), fece dare inizio alla costruzione di un nuovo acquedotto, lungo 28,7 Km, che, in suo onore, fu detto Felice e che avrebbe condotto a Roma le acque dalle campagne tra Zagarolo e Palestrina (più o meno, 50 mc di acqua al minuto), rifornendo i quartieri Esquilino, Viminale e Quirinale.
Le arcate del nuovo acquedotto, più piccole di quelle tipiche degli acquedotti antichi, furono innalzate sopra le fondamenta romane degli acquedotti Marcio e Claudio, demoliti per l’occasione e dei quali si riutilizzarono i materiali.
La foto è scattata all’incrocio tra via Tuscolana e via dell’Acquedotto Felice. Alla fine della strada c’è l’ingresso al Parco di Tor Fiscale, dal quale attraverso uno spettacolare percorso pedonale e ciclabile che lambisce i due Casali che ospitano un piccolo Museo e un bar-ristorante, è possibile raggiungere anche il Parco degli Acquedotti.
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